Fibra ottica o cablaggio in rame? Vantaggi, svantaggi e confronto

Quello tra fibra ottica e cablaggio in rame è uno degli scontri più “leggendari” del settore “connessioni internet”. Quali sono le differenze? In cosa la fibra ottica è superiore? Facciamo, quindi, un confronto tra i due “contendenti”.

 

Le tre tipologie di Fibra

 

Per quanto riguarda le connessioni internet, la fibra ottica è il nuovo standard che ha “mandato in pensione” i cavi in rame. È giusto sapere, però, che non ne esiste una sola tipologia. Ne esistono, infatti, ben tre. Ognuna di esse con caratteristiche e funzioni ben specifiche:

  • Fiber to the home (FTTH): la connessione in fibra ottica parte dalla sede centrale dell’operatore di telecomunicazioni e arriva fino alla vostra casa. In termini di prestazioni, questa è la tecnologia migliore.
  • Fiber to the cabinet (FTTC): il collegamento in fibra ottica riesce a comprire l’intera tratta dall’ufficio centrale alla cabina stradale però il resto del collegamento (ovvero da cabina a casa) è con i classici cavi in rame.
  • Fiber to the tower (FTTT): la connessione in fibra ottica collega la rete primaria di telecomunicazioni alle torri della rete cellulare

 

I vantaggi della fibra ottica

 

La domanda sorge spontanea: perché la fibra ottica è migliore dei cavi in rame? I motivi sono molti ma possono essere racchiuse in poche “keyword” come:

  • Sicurezza: essendo più leggeri, sottili e robusti i cavi in fibra hanno un grado di sicurezza decisamente maggiore rispetto ai cavi in rame. Infatti, la prima riesce a resistere meglio agli sbalzi di temperatura ma soprattutto alle variabili intemperie meteorologiche 
  • Velocità: la bassa resilienza, caratteristica di questi cavi, permette alla fibra ottica di trasportare i dati fino a 40 chilometri senza degradazione del segnale ma soprattutto permette una velocità della connessione internet ben maggiore rispetto ai canonici 20 mega massimi che i vecchi cavi in rame potevano raggiungere
  • Qualità: la maggior velocità comporta anche una maggior qualità della connessione internet. Maggior qualità vuol dire che l’utente finale può godersi al meglio tutti i contenuti internet come gli streaming delle varie piattaforme come Netflix, Prime Video e Disney+

 

Solo internet?

 

Che la fibra non venga usato solo per le connessioni internet, non è certamente un segreto. La diffusione di questa tipologia di cablaggio è ormai totale ed usato in una moltitudine di ambiti e settori. Prendiamo, ad esempio, il settore automobilistico le utilizza sia per illuminare l’interno di un’auto che per alimentare le luci esterne. Altro campo di grande importanza è la medicina dove, ad esempio, vengono utilizzati per strumenti diagnostici come gli endoscopi. Questi cavi , infatti, si rivelano molto urili per esaminare l’interno del corpo.

Cloud Dati, sfida e prospettive nuove per le smart city

Cloud Dati, può essere questa la nuova sfida delle città intelligenti? La capacità del cloud di immagazzinare una altissima quantità di dati potrebbe essere una piccola svolta per uno sviluppo florido e di successo per le smart city. 

 

Città intelligenti, un doveroso ripasso direttamente dall’Unione Europea

 

Prima di iniziare il discorso riguardante il Cloud Dati è meglio chiarire nuovamente cosa sia una Smart City perché non è un compito semplice. La definizione di città intelligente, infatti, è anno dopo anno soggetta a diverse modifiche e nuove interpretazioni. Una vera definizione di Smart City la troviamo grazie all’Unione Europea che definisce una città intelligente come:

 

“Luogo in cui le reti e i servizi tradizionali sono resi più efficienti con l’uso di soluzioni digitali a beneficio dei suoi abitanti e delle imprese. Una città intelligente va oltre l’uso delle tecnologie digitali per un migliore utilizzo delle risorse e minori emissioni. Significa reti di trasporto urbano più intelligenti, impianti di approvvigionamento idrico e di smaltimento dei rifiuti migliorati e modi più efficienti per illuminare e riscaldare gli edifici. Significa anche un’amministrazione cittadina più interattiva e reattiva, spazi pubblici più sicuri e un migliore soddisfacimento delle esigenze di una popolazione che invecchia”.

 

I quattro ambiti del Cloud Dati all’interno delle smart city

 

Arriviamo, quindi, al nocciolo della questione: come si integra la tecnologia Cloud all’interno delle città intelligenti di tutto il mondo? Rispondiamo subito al quesito dicendo che sono ben quattro i maggiori ambiti nei quali la tecnologia Cloud può giocare un fattore fondamentale per una smart city:

  • Trasporti e mobilità: La condivisione dei dati dei pendolari può generare un ecosistema di sviluppatori di terze parti. Esempio è il sistema cloud che gestisce i trasporti londinesi dove i pendolari possono avere precise indicazioni e tempi per raggiungere la propria destinazione.
  • Sicurezza: i dati cloud si rivelano utilissimi soprattutto nel supporto delle tecnologie anti-ransomwhere. Della tecnologia cloud si avvale, ad esempio, l’agenzia europea di polizia
  • Sanità: la tecnologia cloud è in grado di sviluppare un grande sistema di gestione dei pazienti. All’interno del mondo della sanità, la tecnologia cloud viene utilizzata per dare risposte precise e rapide ai call center degli ospedali.
  • Qualità della vita: Sfruttare dati, sensori e analisi della tecnologia Cloud alla scopo di aiutare a risolvere le sfide globali tra cui il cambiamento climatico.

 

Una grande sfida

Insomma, possiamo concludere che la tecnologia Cloud può e deve essere sfruttata per lo sviluppo delle smart city. Al giorno d’oggi, sempre più enti pubblici e privati usano la tecnologia cloud perché in grado di risolvere molte problematiche che fino a quel momento avevano poche soluzioni pratiche. Le smart city con il Cloud trovano, quindi, un potente alleato.

Sistemi antincendio: la sicurezza innanzitutto

Sentiamo sempre più parlare di sistemi antincendio sia per uso abitativo che per i  luoghi di lavoro perché la necessità di sicurezza è, ormai, fortunatamente molto più sentita che in passato e la percezione delle situazioni di pericolo si è innalzata.

Che cos’è un sistema antincendio?

Se proprio volessimo sintetizzare in una definizione potremmo dire che l’ impianto di sicurezza antincendio è un insieme di dispositivi, ovviamente elettronici, predisposti per rilevare un incendio; avvertire le persone interessate al pericolo e quelle preposte al controllo, alla sorveglianza e al soccorso.

Parlare di sistemi antincendio, quindi, è fondamentale perché non si tratterà mai di qualcosa che funziona in maniera isolata ma solo in maniera sistemica, appunto. 

Quanti sono i tipi di protezione antincendio?

Cominciamo con il dire che esistono concettualmente due tipologie di sistemi antincendio: quelli a protezione attiva e quelli a protezione passiva. La protezione passiva ha come scopo quella di scongiurare eventi che possano determinare un incendio. Quella attiva, naturalmente, ha bisogno che l’incendio sia scoppiato per attivarsi.

Protezione passiva comprende, dunque, tutti quegli strumenti che sono atti a limitare nello spazio e nel tempo l’evento incendio, mentre  porte tagliafuoco, rilevatori di fumo, sistemi di evacuazione, e quelli per l’estinzione dell’incendio compongono la protezione attiva. 

Risulta chiaro come, quindi, si giochi tutto su prevenzione dell’evento e poi sulla limitazione dello stesso nel caso in cui si verifichi. Tutto i sistemi attivi antincendio hanno la loro base nei sensori che sono posti nei locali per rilevare quando il pericolo diventa realtà e comandano l’apertura di tutta una serie di accorgimenti.

Come funziona sensore antincendio?

Detto che esistono due grandi classi di sensori essi si dividono in  quelli che rilevano il fumo e quelli che rilevano la fiamma o meglio la radiazione elettromagnetica (luce UV o IR) emessa dalle fiamme dell’incendio è più che ovvio che funzionino in maniera diversa. 

Nel caso dei sensori dei sistemi antincendio rilevatori di fumo gli stessi rilevano, appunto, che nell’ambiente si è propagato del fumo ed in genere o fanno scattare un allarme acustico o sono collegati a bocchette che lasciano fuoriuscire acqua nel momento della rilevazione; può anche esserci il collegamento ad un sistema informatizzato di allerta delle forze pubbliche deputate al contrasto degli incendi (vigili del fuoco). Stesso procedimento per quelli rilevatori di fiamma che partono, però, appunto dal rilevare attraverso la luce che sta accadendo un incendio.Come si può notare la tecnologia correttamente applicata oggi ci aiuta sia a prevenire che a domare gli incendi in ambienti chiusi, importante sempre affidarsi per l’installazione e la manutenzione di sistemi antincendio a ditte esperte e specializzate. Una piccola accortezza può davvero salvare delle vite.

Città smart: le sei dimensioni per conoscerle e capirle

Città smart, quante volte ne abbiamo sentito parlare? Il futuro dell’urbanistica nel mondo, però, non è sempre di facile comprensione. Abbiamo, quindi, bisogno di una mano per capire le smart city al meglio e proprio per questo motivo che arrivano in nostro soccorso le sei dimensioni di una città smart.

Città smart e le sue sei dimensioni

Smart People

La prima dimensione per comprendere grandezza e capacità di una città smart sono proprio le persone che ci vivono. Viene definita, infatti, Smart People la dimensione che va a riferirsi a tutti cittadini che sono attivamente partecipi a sviluppare, sperimentare e fornire nuovi servizi alla comunità.

I cittadini, inoltre, sono invogliati a partecipare alla vita politica della città ma soprattutto a cercare soluzioni per i problemi quotidiani. Il cittadino “intelligente”, quindi, ha la grande capacità di poter fornire input alla comunità in modo da realizzare migliori servizi e progetti.

 

Smart Economy

La frase chiave per questa dimensione è: sostegno delle attività imprenditoriali. La conoscenza favorisce la produzione e la crescita economica. Proprio per questo motivo la Smart Economy va soprattutto a favorire l’innovazione ma soprattutto l’applicazione delle tecnologie in contesti produttivi.

 

Smart Environment e Smart Living

La vita all’esterno della propria casa è uno degli aspetti più curati per una funzionante città smart. Se parliamo di tutela ambientale che circonda la città allora parliamo di Smart Environment. Con questa dimensione, possiamo capire l’uso consapevole delle risorse, la gestione dei rifiuti in maniera efficiente, come la smart city riesca a limitare gli sprechi e come questa riesce a ridurre le emissioni di CO2.

Il modo in cui le tecnologie riescono a dare aiuto e supporto al cittadino è definito Smart Living. Le tecnologie all’interno delle città intelligenti devono non solo essere all’avanguardia ma soprattutto essere accessibili a tutti. Il cittadino della smart city, quindi, ha la capacità di usare queste tecnologie al meglio.

 

Smart Governance e Smart Mobility nella Città Smart

Il rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini è sempre uno dei parametri più importanti per conoscere le reali capacità d’efficienza di una smart city. Proprio per questo motivo parliamo di Smart Governance ma non è solo l’efficienza a rendere la Smart Governance così importante. L’obiettivo ultimo della Smart Governance è quello di mettere il cittadino più partecipe alle scelte della pubblica amministrazione.

Ultimo importante dimensione all’interno della quale si “mostra” una smart city è quella della Smart Mobility. Una mobilità intelligente, efficace ma soprattutto efficiente rappresenta non una semplice sfida ma una vera e propria esigenza per i cittadini. La mobilità intelligente è uno strumento fondamentale per una smart city.

Le possibili applicazioni dell’analisi video avanzata

 

Ormai diventate l’elemento base per qualsiasi sistema di sorveglianza che si rispetti, le telecamere di sicurezza hanno sempre più funzioni e capacità in grado di migliorare le loro prestazione ma soprattutto i campi di utilizzo. Proprio per questo motivo nasce l’analisi video avanzata che ha innumerevoli applicazioni.

 

Analisi video avanzata contro i furti e gli atti vandalici

 

La prima grande possibile applicazione delle videocamere di sicurezza è quella di contrasto contro a reati come i furti oppure gli atti vandalici. Grazie a telecamere sempre più sviluppate oppure supportate da software esterni, la lotta a questi crimini diventa più efficace.  La sicurezza all’interno di aree critiche come musei, aeroporti e piazze pubbliche (che sono affollate ma soprattutto a rischio furti, atti vandalici e terroristici) viene garantita attraverso l’utilizzo delle tecnologie Abandoned Object e Missing Object. 

 

Le due tecnologie hanno la capacità di riconoscere e rilevare gli oggetti abbandonati o senza custodia (ad esempio una borsa che potrebbe far lanciare un “allarme bomba”). Inoltre, entrambe le tecnologie possono riconoscere gli oggetti rimossi per un furto. Un esempio di questo ultimo “caso” potrebbe essere quello di una statua trafugata e che viene rilevata tramite un rilevatore facente parte di un sistema antifurto avanzato. Questo rilevatore confronta la stessa inquadratura in tempi differenti e calcolando il tempo di permanenza (o di assenza) dell’elemento nella scena.

 

I flussi di persone

 

Altra grande possibilità dell’analisi video avanzata è quella di poter usare tecnologie atte a fornire importanti benefici anche ai fini di ricerca e marketing. Tutto questo è possibile grazie al rilevamento dei comportamenti complessi dei flussi di persone. La tecnologia più “popolare” in tal senso è il famoso People Counting che consiste nel conteggio delle persone in ambienti quali centri commerciali, aeroporti, stazioni ferroviarie.

Il People Counting si rivela essere, quindi, un potente strumento di analisi a fini commerciali. Questo, infatti, può essere impiegato anche in situazione in cui è necessario monitorare la sicurezza. L’esempio che possiamo fare è quello della gestione dell’afflusso in aree pubbliche che possono presentare dei limiti di capienza per questioni di sicurezza.

Il ruolo delle smart city per il consumo sostenibile

Consumo sostenibile, le smart city possono avere un ruolo determinante in questa questione? La domanda sorge spontanea all’interno delle possibili risposte che bisogna dare per perseguire l’obiettivo del consumo sostenibile. 

Cos’è il consumo sostenibile?

Prima di inquadrare il ruolo della smart city all’interno del vasto discorso del consumo sostenibile, bisogna capire di cosa stiamo parlando. Bisogna definire, effettivamente cosa sia il consumo sostenibile. Con questo termine si vuol far riferimento a quello che è il comportamento virtuoso dei consumatori e di conseguenza delle singole persone che sono in grado di determinare ed influenzare il mercato attraverso quello che fanno ed le loro abitudini di acquisto.

Il consumo sostenibile è, inoltre, fortemente correlato agli obiettivi decarbonizzazione (stop al carbone come forma di energia) e transizione energetica (uso delle energie rinnovabili al 100%), necessari per portare un vero cambiamento su scala più ampia per la tutela del Pianeta e delle generazioni future. 

Smart city, una ripetizione necessaria

Abbiamo il primo dei due elementi ma ora bisogna fare un’altra cosa: conoscere le smart city. Premessa doverosa: la definizione di città intelligente è radicalmente cambiata nel corso degli anni. Cosa ne deduciamo? Che dire precisamente cosa sia una città intelligente non è facile, anzi è molto difficile. In nostro aiuto per determinare una vera definizione di Smart City arriva solo grazie all’Unione Europea che definisce una città intelligente come:

“Luogo in cui le reti e i servizi tradizionali sono resi più efficienti con l’uso di soluzioni digitali a beneficio dei suoi abitanti e delle imprese. Una città intelligente va oltre l’uso delle tecnologie digitali per un migliore utilizzo delle risorse e minori emissioni. Significa reti di trasporto urbano più intelligenti, impianti di approvvigionamento idrico e di smaltimento dei rifiuti migliorati e modi più efficienti per illuminare e riscaldare gli edifici. Significa anche un’amministrazione cittadina più interattiva e reattiva, spazi pubblici più sicuri e un migliore soddisfacimento delle esigenze di una popolazione che invecchia”.

 

Smart City e consumo sostenibile

Quindi: come le Smart City possono essere utili per il consumo sostenibile? La risposta è presto detta ovvero la capacità delle città intelligenti d’essere a bassissimo consumo ambientale. Le alte capacità digitali delle Smart City garantiscono consumi davvero bassissimi ad abitanti e gestori. L’esempio che vi farà capire al meglio tutto è legato all’illuminazione. Usare le lampadine al LED piuttosto che le classiche lampadine ha un duplice vantaggio:

  • Consumi energetici abbattuti, in questo modo anche i costi energetici sono livellati molto verso il basso
  • Maggiore controllo, le lampadine LED permettono un controllo centralizzato decisamente più comodo ed immediato. Perfetto, quindi, per una smart city


Insomma, le smart city se implementate nella giusta maniera ed usate in maniera responsabile e pianificato possono essere determinati per il raggiungimento degli obiettivi ambientali ed energetici fissati per il 2030.

Smart Parking: parte integrante di una smart city

Il concetto di smart city è sempre più preponderante nella nostra vita quotidiana. Rendere le città sempre più autonome ed intelligenti fa parte di quel processo di evoluzione tecnologica sempre più necessario. Una parte integrante e fondamentale di una smart city è anche quella che viene conosciuta come Smart Parking.

Smart city: cos’è lo Smart Parking?

Come sempre, andiamo per gradi. Iniziamo a capire cosa sia lo Smart Parking e come questo funzioni. Definito anche come “Parcheggio Intelligente”, questa è una strategia di parking che unisce tecnologia ed innovazione umana. Obiettivo dello Smart Parking è quello di utilizzare il numero più basso di risorse possibili (come carburante, tempo e spazio) in modo da ottenere un parcheggio di veicoli più veloce, facile e ottimizzato. Una applicazione reale dello Smart Parking è quello della mappa in tempo reale per farci capire quanti veicoli sono presenti nel parcheggio, dove sono e come possono essere spostati per risparmiare spazio.

Le tecnologie usate dallo Smart Parking

La domanda adesso sorge spontanea: quali sono le tecnologie che rendono possibile lo Smart Parking? La domanda ha ben più di una risposta perché questa strategia di parcheggio basa la sua efficienza su diverse tecnologie, usate anche per le Smart City, come:

  • Sensori: i più utilizzati sono quelli nel terreno che sono in grado di analizzare quali sono gli spazi occupati quali sono quelli liberi
  • Telecamere: questi strumenti hanno l’obiettivo di riprendere i veicoli all’interno del parcheggio ed inviare le immagini ad altri strumenti come quelli di analisi dati
  • Software di analytics in tempo reale: sono proprio questi strumenti che traducono le immagini riprese dalle telecamere pre-installate in dati utili all’occupazione del suolo

I due protagonisti dello Smart Parking: i guidatori e…

Rispondiamo sinceramente a questa domanda: quanto ci stressa non trovare parcheggio? Questa tipologia di parcheggio risponde immediatamente e nel miglior modo possibile a questa esigenza. La difficoltà di raggiungere il proprio posto di lavoro ed il tempo perso per trovare un posto auto/moto possono influire in modo molto importante sulla capacità delle persone di portare avanti quella che è la propria professione. Di conseguenza, questo contribuisce fortemente allo sviluppo del tessuto economico locale.

L’ambiente

Meno tempo per trovare parcheggio vuol dire soprattutto meno emissioni di CO2 che arrivano dalle vetture. Meno emissioni vuol dire meno traffico ma soprattutto un miglioramento nella qualità dell’aria. In definitiva, lo Smart Parking può dare un contributo non di poco conto per una città più pulita. Una città più pulita poi potrà invogliare le persone ad usare mezzi di trasporto magari “alternativi” come la bicicletta o a spostarsi a piedi.

Alla scoperta dei Sistemi di Trasporto Intelligenti

L’immenso mondo dell’internet tocca chiunque. Il digitale è parte delle nostre vite non solo quotidiane: non può “esimersi” da questo “tocco” il mondo dei trasporti che con il digitale e le intelligenze artificiali va a creare i Sistemi di Trasporto Intelligenti.

Cosa sono i sistemi di trasporto intelligenti?

Come per ogni argomento, bisogna partire dalle basi. Chi può darcele per quanto riguarda i Sistemi di Trasporto Intelligenti? La giusta definizione di questi sistemi arriva direttamente dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili:

“Gli Intelligent Transport (o Transportation) Systems (ITS) comprendono un range di strumenti per la gestione delle reti di trasporto, così come i servizi per i viaggiatori. Gli strumenti ITS sono basati su tre aspetti centrali: acquisizione, elaborazione e diffusione delle informazioni e da un minimo comune denominatore quale è l’integrazione. I processi di acquisizione dei dati, l’elaborazione e l’integrazione degli stessi e la catena delle informazioni da fornire agli utenti del sistema di trasporto sono il cuore dei sistemi ITS”

Cosa offrono gli ITS?

Dopo aver capito cosa siano i Sistemi di Trasporto Intelligenti, una domanda sorge spontanea: cosa offrono questi ITS? Le possibilità che questi sistemi danno al mondo dei trasporti sono molte ma possiamo riassumerle in alcuni punti:

  • informazioni real-time sulle correnti condizioni del traffico per un rete stradale o autostradale,
  • informazioni on-line per programmare un viaggio;
  • uno strumento che permetta alle autorità, agli operatori e ai singoli viaggiatori di avere migliori informazioni, più coordinate e prendere così decisioni “intelligenti”

Un mercato in crescita

Funzioni sempre più moderne ed efficaci per un mercato che è in rapidissima espansione. Secondo i dati di Research and Markets, infatti, si prevede un valore di 42,2 miliardi di dollari a fine 2022 per le tecnologiche del settore Its (Intelligence transportation systems). Non solo ottimi risultati sul breve termine ma soprattutto sul lungo termine visto che (sempre secondo i dati di Research and Markets), il tasso di crescita del mercato Its (fino al 2026) è stimato al 10% per un settore che fatturerà 68 miliardi di dollari fra quattro anni.

Pandemia ed emergenza clima

Concludiamo con una riflessione importante che si sviluppa su due importanti fronti: la pandemia da Covid-19 e l’emergenza climatica. Queste due emergenze hanno modificato fortemente quelle che sono le abitudini di viaggio e spostamento delle persone e ha limitato largamente il ricorso alla mobilità condivisa (come, ad esempio, il car sharing ma anche l’uso dei mezzi pubblici). Questa, secondo Research and Markets, sarà l’occasione perfetta per i sistemi Its di avere un maggior impatto, assicurando l’affidabilità e la sicurezza dal punto di vista sanitario del trasporto pubblico.

Cosa sono i sistemi interfonici di sicurezza?

Cosa sono i sistemi interfonici di sicurezza? Può sembrare una curiosità tecnica ma in realtà non è così perché capire uno strumento significa apprezzarne le possibilità e scegliere con più consapevolezza se sia quello che fa al caso nostro oppure no.

Diciamo subito che stiamo parlando di un sistema di comunicazione, di tipo chiuso o che cioè fa comunicare in audio o audio/video due punti determinati presso cui si trovano due operatori.

In genere si fa questa ripartizione:

  • Sistemi interfonici di servizio
  • Sistemi interfonici di comunicazioni operative
  • Sistemi interfonici di comunicazioni di emergenza

Nel primo caso si pensi ai servizi di citofoni per abitazioni private o condomini o aziende. Nel secondo caso pensate ai sistemi di accesso alle sale operatorie in ospedale. 

Nel terzo caso pensate ai sistemi di allarme in metropolitane, centri, scuole o università.

Sistemi interfonici di sicurezza, come districarsi

I sistemi interfonici sono strutturalmente semplici essendo, come detto collegamenti diretti che prevedono una postazione emittente e una ricevente la comunicazione. Ovviamente, mentre la postazione emittente in genere è individuale con un microfono attraverso cui si è connessi ad un sistema di amplificazione grande o piccolo che sia; quella ricevente può essere anche non necessariamente individualizzata ma generale. Si pensi ai sistemi interfonici  dei supermercati, sicuramente sui generis come sistemi ma pur sempre tali od assimilabili a questo standard.

Sistemi interfonici e nuove tecnologie 

Non sono certo rimasti immuni allo svilupparsi delle tecnologie avanzate i sistemi interfonici. Si pensi solo al fatto che oggi non abbiamo solo più sistemi vocali ma anche video. Questa è una novità fondamentale che discende direttamente dall’evoluzione enorme che la trasmissione delle immagini ha avuto specie nell’ultimo decennio.

L’evoluzione ulteriore ed enorme che si va a sommare con quella dell’utilizzo del video nei nuovi sistemi interfonici è lo sfruttamento della tecnologia wi fi e quindi l’installazione di sistemi che non hanno più bisogno di cablaggi particolari e neanche di passare con appositi fili all’interno dei muri. 

Tutto questo ha agevolato molto la diffusione dei nuovi sistemi interfonici  di sicurezza perché se un’installazione non ha bisogno di opere murarie particolari e di può in qualsiasi momento procedere alla sua messa in opera ben si comprende che tutto si facilita.

La raccomandazione, però, è sempre evitare il fai da te che in questi casi risulta molto rischioso e a volte anche dannoso e di affidarvi sempre a specialisti del settore.

Seti Vince il Premio H d’oro 2022

Si è tenuta ieri sera giovedì 27 ottobre, presso il Teatro Olimpico di Vicenza, la cerimonia che ha sancito i vincitori di uno dei premi più prestigiosi nel panorama della sicurezza italiano.

 Stiamo parlando dell’ H d’oro 2022, un riconoscimento promosso dalla Fondazione Enzo Hruby, che ha visto primeggiare SETI “Società Elettrica Telecomunicazioni Informatica” già vincitrice delle precedenti edizioni per la categoria videosorveglianza.

SETI vince con il progetto del sistema di videosorveglianza dell’Area Marina Protetta delle Cinque Terre

 

“Vincere per la terza volta il premio H d’oro è per noi un grande soddisfazione – hanno dichiarato i fondatori dell’azienda Ciro e Flaminio Cirillo che hanno preso parte all’evento – soprattutto perché questa volta abbiamo presentato un progetto di grande spessore tecnico relativo all’area Marina Protetta delle Cinque Terre con l’integrazione tra radar, AIS e videosorveglianza. Ringraziamo la direzione del parco Marino delle Cinque Terre, tutti i collaboratori che hanno partecipato attivamente e hanno lavorato ogni giorno per garantirne la riuscita e in particolare, la fondazione Enzo Hruby organizzatrice del premio “

 

Il progetto premiato, infatti, prevedeva l’implementazione del sistema di videosorveglianza dell’Area Marina Protetta delle Cinque Terre che comprende i Comuni di Riomaggiore, Vernazza, Monterosso e per una piccola porzione Levanto, e del sistema di gestione automatico e integrato dei dati mediante piattaforma unica di videosorveglianza. 

 

Un ulteriore traguardo raggiunto grazie all’impegno di tutta la squadra della SETI, che grazie alla grande esperienza e professionalità che da sempre la caratterizza ha permesso di raggiungere tutti i risultati sperati.