Il ruolo delle smart city per il consumo sostenibile

Consumo sostenibile, le smart city possono avere un ruolo determinante in questa questione? La domanda sorge spontanea all’interno delle possibili risposte che bisogna dare per perseguire l’obiettivo del consumo sostenibile. 

Cos’è il consumo sostenibile?

Prima di inquadrare il ruolo della smart city all’interno del vasto discorso del consumo sostenibile, bisogna capire di cosa stiamo parlando. Bisogna definire, effettivamente cosa sia il consumo sostenibile. Con questo termine si vuol far riferimento a quello che è il comportamento virtuoso dei consumatori e di conseguenza delle singole persone che sono in grado di determinare ed influenzare il mercato attraverso quello che fanno ed le loro abitudini di acquisto.

Il consumo sostenibile è, inoltre, fortemente correlato agli obiettivi decarbonizzazione (stop al carbone come forma di energia) e transizione energetica (uso delle energie rinnovabili al 100%), necessari per portare un vero cambiamento su scala più ampia per la tutela del Pianeta e delle generazioni future. 

Smart city, una ripetizione necessaria

Abbiamo il primo dei due elementi ma ora bisogna fare un’altra cosa: conoscere le smart city. Premessa doverosa: la definizione di città intelligente è radicalmente cambiata nel corso degli anni. Cosa ne deduciamo? Che dire precisamente cosa sia una città intelligente non è facile, anzi è molto difficile. In nostro aiuto per determinare una vera definizione di Smart City arriva solo grazie all’Unione Europea che definisce una città intelligente come:

Luogo in cui le reti e i servizi tradizionali sono resi più efficienti con l’uso di soluzioni digitali a beneficio dei suoi abitanti e delle imprese. Una città intelligente va oltre l’uso delle tecnologie digitali per un migliore utilizzo delle risorse e minori emissioni. Significa reti di trasporto urbano più intelligenti, impianti di approvvigionamento idrico e di smaltimento dei rifiuti migliorati e modi più efficienti per illuminare e riscaldare gli edifici. Significa anche un’amministrazione cittadina più interattiva e reattiva, spazi pubblici più sicuri e un migliore soddisfacimento delle esigenze di una popolazione che invecchia”.

 

Smart City e consumo sostenibile

Quindi: come le Smart City possono essere utili per il consumo sostenibile? La risposta è presto detta ovvero la capacità delle città intelligenti d’essere a bassissimo consumo ambientale. Le alte capacità digitali delle Smart City garantiscono consumi davvero bassissimi ad abitanti e gestori. L’esempio che vi farà capire al meglio tutto è legato all’illuminazione. Usare le lampadine al LED piuttosto che le classiche lampadine ha un duplice vantaggio:

  • Consumi energetici abbattuti, in questo modo anche i costi energetici sono livellati molto verso il basso
  • Maggiore controllo, le lampadine LED permettono un controllo centralizzato decisamente più comodo ed immediato. Perfetto, quindi, per una smart city


Insomma, le smart city se implementate nella giusta maniera ed usate in maniera responsabile e pianificato possono essere determinati per il raggiungimento degli obiettivi ambientali ed energetici fissati per il 2030.

Smart Parking: parte integrante di una smart city

Il concetto di smart city è sempre più preponderante nella nostra vita quotidiana. Rendere le città sempre più autonome ed intelligenti fa parte di quel processo di evoluzione tecnologica sempre più necessario. Una parte integrante e fondamentale di una smart city è anche quella che viene conosciuta come Smart Parking.

Smart city: cos’è lo Smart Parking?

Come sempre, andiamo per gradi. Iniziamo a capire cosa sia lo Smart Parking e come questo funzioni. Definito anche come “Parcheggio Intelligente”, questa è una strategia di parking che unisce tecnologia ed innovazione umana. Obiettivo dello Smart Parking è quello di utilizzare il numero più basso di risorse possibili (come carburante, tempo e spazio) in modo da ottenere un parcheggio di veicoli più veloce, facile e ottimizzato. Una applicazione reale dello Smart Parking è quello della mappa in tempo reale per farci capire quanti veicoli sono presenti nel parcheggio, dove sono e come possono essere spostati per risparmiare spazio.

Le tecnologie usate dallo Smart Parking

La domanda adesso sorge spontanea: quali sono le tecnologie che rendono possibile lo Smart Parking? La domanda ha ben più di una risposta perché questa strategia di parcheggio basa la sua efficienza su diverse tecnologie, usate anche per le Smart City, come:

  • Sensori: i più utilizzati sono quelli nel terreno che sono in grado di analizzare quali sono gli spazi occupati quali sono quelli liberi
  • Telecamere: questi strumenti hanno l’obiettivo di riprendere i veicoli all’interno del parcheggio ed inviare le immagini ad altri strumenti come quelli di analisi dati
  • Software di analytics in tempo reale: sono proprio questi strumenti che traducono le immagini riprese dalle telecamere pre-installate in dati utili all’occupazione del suolo

I due protagonisti dello Smart Parking: i guidatori e…

Rispondiamo sinceramente a questa domanda: quanto ci stressa non trovare parcheggio? Lo Smart Parking risponde immediatamente e nel miglior modo possibile a questa esigenza. La difficoltà di raggiungere il proprio posto di lavoro ed il tempo perso per trovare un posto auto/moto possono influire in modo molto importante sulla capacità delle persone di portare avanti quella che è la propria professione. Di conseguenza, questo contribuisce fortemente allo sviluppo del tessuto economico locale.

L’ambiente

Meno tempo per trovare parcheggio vuol dire soprattutto meno emissioni di CO2 che arrivano dalle vetture. Meno emissioni vuol dire meno traffico ma soprattutto un miglioramento nella qualità dell’aria. In definitiva, lo Smart Parking può dare un contributo non di poco conto per una città più pulita. Una città più pulita poi potrà invogliare le persone ad usare mezzi di trasporto magari “alternativi” come la bicicletta o a spostarsi a piedi.

Alla scoperta dei Sistemi di Trasporto Intelligenti

L’immenso mondo dell’internet tocca chiunque. Il digitale è parte delle nostre vite non solo quotidiane: non può “esimersi” da questo “tocco” il mondo dei trasporti che con il digitale e le intelligenze artificiali va a creare i Sistemi di Trasporto Intelligenti.

Cosa sono i Sistema di Trasporto Intelligenti?

Come per ogni argomento, bisogna partire dalle basi. Chi può darcele per quanto riguarda i Sistemi di Trasporto Intelligenti? La giusta definizione di questi sistemi arriva direttamente dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili:

Gli Intelligent Transport (o Transportation) Systems (ITS) comprendono un range di strumenti per la gestione delle reti di trasporto, così come i servizi per i viaggiatori. Gli strumenti ITS sono basati su tre aspetti centrali: acquisizione, elaborazione e diffusione delle informazioni e da un minimo comune denominatore quale è l’integrazione. I processi di acquisizione dei dati, l’elaborazione e l’integrazione degli stessi e la catena delle informazioni da fornire agli utenti del sistema di trasporto sono il cuore dei sistemi ITS

Cosa offrono gli ITS?

Dopo aver capito cosa siano i Sistemi di Trasporto Intelligenti, una domanda sorge spontanea: cosa offrono questi ITS? Le possibilità che questi sistemi danno al mondo dei trasporti sono molte ma possiamo riassumerle in alcuni punti:

  • informazioni real-time sulle correnti condizioni del traffico per un rete stradale o autostradale,
  • informazioni on-line per programmare un viaggio;
  • uno strumento che permetta alle autorità, agli operatori e ai singoli viaggiatori di avere migliori informazioni, più coordinate e prendere così decisioni “intelligenti”

Un mercato in crescita

Funzioni sempre più moderne ed efficaci per un mercato che è in rapidissima espansione. Secondo i dati di Research and Markets, infatti, si prevede un valore di 42,2 miliardi di dollari a fine 2022 per le tecnologiche del settore Its (Intelligence transportation systems). Non solo ottimi risultati sul breve termine ma soprattutto sul lungo termine visto che (sempre secondo i dati di Research and Markets), il tasso di crescita del mercato Its (fino al 2026) è stimato al 10% per un settore che fatturerà 68 miliardi di dollari fra quattro anni.

Pandemia ed emergenza clima

Concludiamo con una riflessione importante che si sviluppa su due importanti fronti: la pandemia da Covid-19 e l’emergenza climatica. Queste due emergenze hanno modificato fortemente quelle che sono le abitudini di viaggio e spostamento delle persone e ha limitato largamente il ricorso alla mobilità condivisa (come, ad esempio, il car sharing ma anche l’uso dei mezzi pubblici). Questa, secondo Research and Markets, sarà l’occasione perfetta per i sistemi Its di avere un maggior impatto, assicurando l’affidabilità e la sicurezza dal punto di vista sanitario del trasporto pubblico.

Smart City, le strategie predittive come possono cambiarle?

Il concetto Smart City è giorno dopo giorno sempre più presente ed importante così come le diverse stratege predittive che si possono adottare al loro interno. Le città intelligenti non sono più, ormai, un buon proposito da realizzare in futuro ma uno step importantissimo per rimanere al passo con i tempi e le tecnologie. 

Smart City e strategie predittive, cosa sono le città intelligenti?

Andiamo, però, con ordine. Bisogna, prima di tutto, capire cosa sia una Smart City e non è un compito semplice. La definizione di città intelligente è radicalmente cambiata nel corso degli anni. Una vera definizione di Smart City la possiamo trovare grazie all’Unione Europea che definisce una città intelligente come:

Luogo in cui le reti e i servizi tradizionali sono resi più efficienti con l’uso di soluzioni digitali a beneficio dei suoi abitanti e delle imprese. Una città intelligente va oltre l’uso delle tecnologie digitali per un migliore utilizzo delle risorse e minori emissioni. Significa reti di trasporto urbano più intelligenti, impianti di approvvigionamento idrico e di smaltimento dei rifiuti migliorati e modi più efficienti per illuminare e riscaldare gli edifici. Significa anche un’amministrazione cittadina più interattiva e reattiva, spazi pubblici più sicuri e un migliore soddisfacimento delle esigenze di una popolazione che invecchia”.

 

Il valore di una città intelligente

La smart city è, quindi, una città che gestisce le risorse in modo intelligente, mira a diventare economicamente sostenibile ed energeticamente autosufficiente, ed è attenta alla qualità della vita e ai bisogni dei propri cittadini. Parliamo di uno spazio territoriale riesce a stare ad inglobare ed utilizzare al massimo le ultime innovazioni tecnologiche aumentando produttività, sostenibilità ed attrattiva. Infatti, non è un mistero che le smart city riescono ad essere, in media, più competitive delle altre città diventando un valore aggiunto importantissimo per l’economia di un Paese.

Strategie predittive e Smart City

Entriamo, quindi, nel discorso “Strategie predittive”. La capacità di poter individuare quelli che sono i settori nei quali intervenire per migliorare ed innovare la Smart City è di fondamentale importanza per il suo sviluppo. Sono, infatti, settori di possibile intervento:

 

  • Gestione delle infrastrutture e del patrimonio immobiliare
  • Miglioramento dei servizi idrici
  • Miglioramento della fornitura energetica
  • Organizzazione della pulizia e della raccolta rifiuti

Pensare ma soprattutto agire visto che le strategie predittive si realizzano attraverso un modello focalizzato sulla raccolta e l’elaborazione dei dati e sull’utilizzo di analitiche, appunto, predittive.

Il Futuro delle città intelligenti

In conclusione, molto c’è da fare per il futuro delle città intelligenti. Non solo da un punto di vista pratico ma anche ideologico. Basti pensare che (secondo un’analisi di Intel) solo un italiano su due sa cosa sia una Smart City ma sarebbe poi felice di potersi trasferire o vivere in una di esse. Il futuro, però, è tutto da scrivere.

Gallerie intelligenti cosa sono e perchè sono indispensabili

Sicurezza. Una parola che apre un mondo vasto, praticamente infinito. Concentriamoci, però, sulla sicurezza stradale che giorno dopo giorno diventa un tema sempre più importante. Strade ed autostrade nostrane diventano sempre più delle Smart Road eppure non dobbiamo dimenticare dell’esistenza delle gallerie stradali intelligenti.

 

Autostrade e gallerie italiane, una rapida “conta”

 

Sapete quanto sono grandi le nostre “arterie” autostradali (e di conseguenza le gallerie autostradali)? La classica domanda che sembra semplice ma non lo è assolutamente. Prima di tutto partiamo da un numero: 6965,4. Questi sono i chilometri attraverso cui si estende la rete autostradale italiana che si suddivide in questa maniera:

  • 6000,7 km di autostrade in concessione (compreso il RA7 dato in gestione dall’ANAS e conosciuto anche col nome di A53)
  • 40,1 km (25,4 km dei quali sono di competenza italiana; compresi i 9,9 km di viabilità di accesso al T2 di competenza italiana) di trafori autostradali internazionali (T1, T2 e T4) in concessione
  • 939,3 km di autostrade gestite direttamente dall’ANAS

 

Tunnel autostradali, “nozioni base”

 

Per quanto riguarda i tunnel presenti sulle nostra arterie autostradali, possiamo dire che quelli gestiti direttamente dall’ANAS sono più di 1200 per circa 800km di sviluppo stradale. Quello che dobbiamo, però, sapere è che i tunnel autostradali devono rispettare dei rigidi standard di sicurezza. Il D. Lgs. 264/2006 è la base normativa italiana che cita anche quelli che sono i parametri sui quali poi i dispositivi di sicurezza intelligenti dovranno basarsi per funzionale al meglio:

  • lunghezza della galleria, 
  • numero di fornici, 
  • numero di corsie, 
  • geometria della sezione trasversale, 
  • allineamento verticale e orizzontale, 
  • tipo di costruzione, 
  • traffico unidirezionale o bidirezionale, 
  • volume di traffico per fornice 
  • rischio di congestione (giornaliero o stagionale), 
  • tempo di intervento dei servizi di pronto intervento, 
  • presenza e percentuale di veicoli pesanti, 
  • presenza, percentuale e tipo di trasporto di merci pericolose, 
  • caratteristiche delle strade di accesso, 
  • larghezza delle corsie, 
  • considerazioni relative alla velocità, 
  • condizioni geografiche e meteorologiche. 

 

Gallerie italiane intelligenti, cosa sono?

 

Ora che sappiamo bene cosa sia una galleria autostradale, possiamo parlare delle gallerie italiane intelligenti. Possiamo parlare di questi “luoghi” in maniera molto simile alle Smart Road. Le gallerie intelligenti hanno come scopo principale quello della sicurezza.

 

Queste, infatti, sono dotate delle ultimi strumenti in fatto di sicurezza stradale dal controllo della velocità fino ad arrivare al monitoraggio delle vetture all’interno del tunnel. A livello europeo, queste gallerie sono presenti nelle principali arterie autostradali come quelle francesi, spagnole o tedesche.

Per quanto riguarda il nostro paese, sono pochissime le gallerie intelligenti ma il lavoro d’investimento e progettazione per il futuro delle autostrade italiane non si ferma e molto presto anche questo strumento sarà a disposizione di tutto in nome della sicurezza stradale.

Energia solare tra vantaggi e svantaggi

Siamo in un periodo storico dove le energie rinnovabili devono essere una certezza sulla quale basare il nostro futuro. Il tempo di ipotesi e belle speranze deve lasciare spazio alle certezze. Una di queste è l’energia solare che porta tanti vantaggi ma non devono essere trascurati anche gli svantaggi. 

Energia solare, vantaggi e svantaggi ma prima…

Analizzare come l’energia solare possa portare benefici ma anche “problemi” è di fondamentale importanza per capire quanto possa essere realmente utile nel grande “discorso” delle energie rinnovabili. La domanda, però, sorge spontanea: cos’è l’energia solare? 

L’energia solare è l’energia che potremmo definire come “madre” della Terra. L’energia che viene ricavata dalla radiazione dei raggi solari è da sempre stata l’energia primaria per tutte le forme di vita. L’energia solare è fondamentale tanto per gli esseri umani che per le piante che usano il sole per i suoi processi vitali come la fotosintesi.

Come funziona?

Sono due gli elementi fondamentali che compongono il metodo di funzionamento che trasforma l’energia solare in energia elettrica e sono i pannelli fotovoltaici e gli inverter. Nell’immaginario collettivo il pannello fotovoltaico è il simbolo che caratterizza l’energia solare. I raggi del sole “toccano” il pannello che tramite i suoi materiali semiconduttori crea l’energia elettrica. Gli inverter, invece, hanno il compito di trasformare l’energia elettrica da continua ad alternata in modo tale da poter essere trasportata e distribuita in maniera più semplice e sicura alle nostre case.  

I vantaggi 

Arriviamo ora al confronto tra vantaggi e svantaggi. L’energia solare ha diversi punti di forza che sono: 

  • La disponibilità “eterna”: il sole è una fonte inesauribile di energia rinnovabile
  • A “costo zero”: niente materiali per l’estrazione e la poca spesa di trasporto rendono l’energia solare una fonte senza grossi costi.
  • Energia pulita: i raggi del sole non emettono CO2 o altri “agenti inquinanti” che allargano il buco dell’ozono
  • Possibilità d’investimento: una delle più grandi pecche degli impianti fotovoltaici è l’alto costo d’installazione ma è ormai da diversi anni che lo Stato Italiano permette l’ammortizzare dei costi in bolletta

Insomma, i punti di forza non sono pochi e candidano l’energia solare a grande risorsa per il futuro in un momento storico molto delicato tra riscaldamento globale e guerre in corso in giro per il mondo. 

Gli svantaggi

Dai vantaggi agli svantaggi. Come ogni medaglia, anche l’energia solare ha la sua faccia meno bella da vedere e scoprire. Quali sono i punti deboli dell’energia solare?

  • Discontinuità: l’intensità del sole e dei suoi raggi non è mai costante e fissa ogni giorno. Ci sono molte variabili che devono essere prese in considerazione come il ciclo giorno-notte, l’alternarsi delle stagioni e le condizioni meteorologiche.
  • Costo: come detto precedentemente, un impianto fotovoltaico non è una spesa da effettuare a cuor leggero.

Attenzione agli spazi: i costi sono alti ma soprattutto bisogna considerare quali siano gli spazi che avete a disposizione nel caso in cui vogliate installare un “campo fotovoltaico”.

Bando Smart Mobility: come può aiutare una smart city

Il programma sperimentale Smarter Italy, promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico, dal Ministero dell’Università e della Ricerca e dal Dipartimento per la trasformazione digitale ed attuato  dall’Agenzia per l’Italia digitale, ha ufficialmente preso il via con il lancio del Bando Smart Mobility che stanzia diversi milioni di euro per migliorare, attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie, la mobilità sostenibile all’interno dei comuni italiani.

Scopriamo insieme in che modo può aiutare una città a diventare Smart e come il concetto di Smart Mobility può rendere la vita di tutti molto più semplice

 

Smart Mobility che cos’è 

Quando parliamo di Smart City spesso possiamo fare riferimento anche ad un nuovo fenomeno che rientra di diritto in questa classificazione. Stiamo parlando della smart mobility, termine con cui andiamo ad identificare tutte le modalità innovative, e sempre più tecnologiche, che permettono gli spostamenti all’interno di una città come ad esempio tutti i servizi di ride sharing e tutte le diverse infrastrutture per la mobilità.

 

I punti cardine collegati a questo concetto di mobilità innovativa si possono classificare in :

  • Attenzione all’ambiente: mezzi di trasporto elettrici, predilezione dell’utilizzo delle piste ciclabili e una mobilità accessibile a tutti permetteranno di avere un impatto positivo e tutto Green sulle città
  • Sviluppo tecnologico ed efficienza: ricoprono un ruolo sempre più importante infatti queste modalità di trasporto risultano efficienti, sia in termini di tempistiche che di modalità di utilizzo e ci proiettano nel futuro 
  • Accessibilità: sono sempre più le persone che riescono in modo semplice e veloce ad avere accesso alle più disparate forme di mobilità intelligente, che stanno diventando di giorno in giorno sempre più inclusive in modo da poterne garantire l’utilizzo da parte di chiunque.

 

Dopo aver stabilito i concetti chiave della “Mobilità intelligente” non ci resta che identificare le linee guida di questo nuovo bando che promette di proiettarci tutti nel futuro.

I partecipanti di questo specifico bando Smart Mobility avranno come obiettivo finale quello di ideare una piattaforma che vada “a supporto della mobilità urbana dei territori coinvolti che hanno espresso i propri fabbisogni in tema di traffico, inquinamento, vivibilità dei centri storici e fruibilità dei distretti industriali.”

Non ci resta che aspettare i prossimi sviluppi e vedere come questo nuovo concept diventerà parte integrante delle nostre città.

Energie Rinnovabili: come utilizzarle al meglio in città

Quello della produzione e del conseguente consumo di energia è un argomento di discussione che raccoglie sempre moltissime opinioni anche contrastanti. Tra le principali utilizzatrici di energia figurano naturalmente le città che annoverano, secondo gli ultimi dati, il consumo del 75% di energia elettrica prodotta a livello globale per svolgere tutte le loro funzioni a pieno ritmo. Negli ultimi anni però, specialmente quando si parla di questo tipo di consumi, si cerca inserire nel discorso le energie rinnovabili

Scopriamo insieme come queste possono davvero fare la differenza, specialmente se introdotte in un contesto come quello di una grande città in termini di impatto ambientale.

Energie rinnovabili nelle città

Incoraggiato sempre più dai governi di tutto il mondo, specialmente quelli che fanno parte dell’Unione Europea, l’utilizzo di risorse energetiche rinnovabili viene spinto anche grazie ad una serie di incentivi promossi dalle amministrazioni.

L’UE, che nello specifico, si è posta come obiettivo a medio-lungo termine quello di ridurre le emissioni di gas serra del 40% raggiungendo il 27% di energia rinnovabile utilizzata entro l’anno 2030, ha avviato diversi programmi per raggiungere questo traguardo

Anche l’Italia si è accodata a questa decisione e ha deciso di fare il possibile per promuovere nelle sue città l’utilizzo di queste fonti energetiche “pulite”, aderendo al PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030) e riuscendo perfettamente, in alcune zone specifiche della penisola, nel suo intento.

Ci sono delle città, come Bolzano, perla del Trentino Alto Adige alimentata da energia idroelettrica o Oristano, cittadina sarda alimentata da energia solare ed idroelettrica, che utilizzano il 100% di energia pulita.

In linea di massima, anche le altre città italiane stanno cercando di passare alle fonti alternative e alle energie rinnovabili e di limitare gli sprechi di energia utilizzando sempre più frequentemente:

  • impianti fotovoltaici,
  • sistemi di accumulo,
  • caldaie e condizionatori ad alta efficienza,
  • sistemi di domotica

Risorse rinnovabili in Italia

Tra le risorse e le energie rinnovabili più frequentemente impiegate nei comuni italiani e in generale nelle Smart Cities troviamo, senza ombra di dubbio quella idroelettrica, localizzata principalmente nella zona delle Alpi e degli Appennini, seguita a ruota dalla fotovoltaica, che tende a svilupparsi maggiormente nel sud del paese, eolica, concentrata nelle isole e geotermica tipica della Toscana. È importante considerare che il nostro paese a livello comunitario è davvero all’avanguardia in questo settore ed è il terzo produttore di energia pulita d’Europa.

L’evoluzione
green esplode in città

Fino a qualche anno fa nessuno avrebbe mai pensato di poter parlare di Città ecologica. Oggi invece il numero di quartieri e città che si impegnano nel migliorare la qualità ecologica ed ecosostenibile della vita sta crescendo sempre di più.

Durante la Prima Conferenza Nazionale delle Green City, sono state presentate le linee guida da rispettare per far si che una città possa essere definita GREEN.

Quali sono le città Green in Italia

La città più green d’Italia è Trento. È quanto emerge dal rapporto Ecosistema Urbano 2021 realizzato da Legambiente e Ambiente Italia. Il rapporto prende in considerazione diciotto indicatori che riguardano i 6 componenti: aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energie. 

Trento nell’ultimo anno è migliorata dal punto di vista dell’uso del suolo e delle concentrazioni di biossido di azoto e polveri sottili, oltre all’incremento della raccolta differenziata e delle piste ciclabili.

Al secondo posto Reggio Emilia, in cui nell’ultimo anno sono aumentati notevolmente gli spazi urbani dedicati ai pedoni, le piste ciclabili e il numero di alberi piantati.

Al terzo posto c’è Mantova, che ha migliorato la qualità dell’aria e ha diminuito le perdite della rete idrica. Inoltre è stata giudicata come la città che gestisce al meglio la raccolta differenziata.

 

Quali criteri deve rispettare una città green

Per far sì che una città venga considerata green ci sono alcuni requisiti che vanno necessariamente rispettati, oltre ad elementi intelligenti che permettono alla città di diventare ‘smart’.

  • Incentivare e far rispettare la raccolta differenziata è sicuramente un punto di partenza necessario
  • Regolamentare il consumo del suolo riqualificando strutture già esistenti e utilizzando tutte le tecnologie disponibili nell’ambito edile per ridisegnare la città in chiave green
  • Utilizzare tutte le tecnologie disponibili per il risparmio energetico
  • Incentivare lo sviluppo della mobilità sostenibile (auto elettriche, car sharing, mezzi pubblici, ecc.)
  • Sviluppare quartieri e case con l’IoT in modo da poter monitorare costantemente la qualità dell’aria, acqua, e ottimizzare i consumi

 

Questi sono  solo alcuni spunti che potrebbero essere presi in considerazione per una conversione di una città in ottica green.