Le possibili applicazioni dell’analisi video avanzata

 

Ormai diventate l’elemento base per qualsiasi sistema di sorveglianza che si rispetti, le telecamere di sicurezza hanno sempre più funzioni e capacità in grado di migliorare le loro prestazione ma soprattutto i campi di utilizzo. Proprio per questo motivo nasce l’analisi video avanzata che ha innumerevoli applicazioni.

 

Analisi video avanzata contro i furti e gli atti vandalici

 

La prima grande possibile applicazione delle videocamere di sicurezza è quella di contrasto contro a reati come i furti oppure gli atti vandalici. Grazie a telecamere sempre più sviluppate oppure supportate da software esterni, la lotta a questi crimini diventa più efficace.  La sicurezza all’interno di aree critiche come musei, aeroporti e piazze pubbliche (che sono affollate ma soprattutto a rischio furti, atti vandalici e terroristici) viene garantita attraverso l’utilizzo delle tecnologie Abandoned Object e Missing Object

 

Le due tecnologie hanno la capacità di riconoscere e rilevare gli oggetti abbandonati o senza custodia (ad esempio una borsa che potrebbe far lanciare un “allarme bomba”). Inoltre, entrambe le tecnologie possono riconoscere gli oggetti rimossi per un furto. Un esempio di questo ultimo “caso” potrebbe essere quello di una statua trafugata e che viene rilevata tramite un rilevatore facente parte di un sistema antifurto avanzato. Questo rilevatore confronta la stessa inquadratura in tempi differenti e calcolando il tempo di permanenza (o di assenza) dell’elemento nella scena.

 

I flussi di persone

 

Altra grande possibilità dell’analisi video avanzata è quella di poter usare tecnologie atte a fornire importanti benefici anche ai fini di ricerca e marketing. Tutto questo è possibile grazie al rilevamento dei comportamenti complessi dei flussi di persone. La tecnologia più “popolare” in tal senso è il famoso People Counting che consiste nel conteggio delle persone in ambienti quali centri commerciali, aeroporti, stazioni ferroviarie.

Il People Counting si rivela essere, quindi, un potente strumento di analisi a fini commerciali. Questo, infatti, può essere impiegato anche in situazione in cui è necessario monitorare la sicurezza. L’esempio che possiamo fare è quello della gestione dell’afflusso in aree pubbliche che possono presentare dei limiti di capienza per questioni di sicurezza.

Il ruolo delle smart city per il consumo sostenibile

Consumo sostenibile, le smart city possono avere un ruolo determinante in questa questione? La domanda sorge spontanea all’interno delle possibili risposte che bisogna dare per perseguire l’obiettivo del consumo sostenibile. 

Cos’è il consumo sostenibile?

Prima di inquadrare il ruolo della smart city all’interno del vasto discorso del consumo sostenibile, bisogna capire di cosa stiamo parlando. Bisogna definire, effettivamente cosa sia il consumo sostenibile. Con questo termine si vuol far riferimento a quello che è il comportamento virtuoso dei consumatori e di conseguenza delle singole persone che sono in grado di determinare ed influenzare il mercato attraverso quello che fanno ed le loro abitudini di acquisto.

Il consumo sostenibile è, inoltre, fortemente correlato agli obiettivi decarbonizzazione (stop al carbone come forma di energia) e transizione energetica (uso delle energie rinnovabili al 100%), necessari per portare un vero cambiamento su scala più ampia per la tutela del Pianeta e delle generazioni future. 

Smart city, una ripetizione necessaria

Abbiamo il primo dei due elementi ma ora bisogna fare un’altra cosa: conoscere le smart city. Premessa doverosa: la definizione di città intelligente è radicalmente cambiata nel corso degli anni. Cosa ne deduciamo? Che dire precisamente cosa sia una città intelligente non è facile, anzi è molto difficile. In nostro aiuto per determinare una vera definizione di Smart City arriva solo grazie all’Unione Europea che definisce una città intelligente come:

Luogo in cui le reti e i servizi tradizionali sono resi più efficienti con l’uso di soluzioni digitali a beneficio dei suoi abitanti e delle imprese. Una città intelligente va oltre l’uso delle tecnologie digitali per un migliore utilizzo delle risorse e minori emissioni. Significa reti di trasporto urbano più intelligenti, impianti di approvvigionamento idrico e di smaltimento dei rifiuti migliorati e modi più efficienti per illuminare e riscaldare gli edifici. Significa anche un’amministrazione cittadina più interattiva e reattiva, spazi pubblici più sicuri e un migliore soddisfacimento delle esigenze di una popolazione che invecchia”.

 

Smart City e consumo sostenibile

Quindi: come le Smart City possono essere utili per il consumo sostenibile? La risposta è presto detta ovvero la capacità delle città intelligenti d’essere a bassissimo consumo ambientale. Le alte capacità digitali delle Smart City garantiscono consumi davvero bassissimi ad abitanti e gestori. L’esempio che vi farà capire al meglio tutto è legato all’illuminazione. Usare le lampadine al LED piuttosto che le classiche lampadine ha un duplice vantaggio:

  • Consumi energetici abbattuti, in questo modo anche i costi energetici sono livellati molto verso il basso
  • Maggiore controllo, le lampadine LED permettono un controllo centralizzato decisamente più comodo ed immediato. Perfetto, quindi, per una smart city


Insomma, le smart city se implementate nella giusta maniera ed usate in maniera responsabile e pianificato possono essere determinati per il raggiungimento degli obiettivi ambientali ed energetici fissati per il 2030.

Smart Parking: parte integrante di una smart city

Il concetto di smart city è sempre più preponderante nella nostra vita quotidiana. Rendere le città sempre più autonome ed intelligenti fa parte di quel processo di evoluzione tecnologica sempre più necessario. Una parte integrante e fondamentale di una smart city è anche quella che viene conosciuta come Smart Parking.

Smart city: cos’è lo Smart Parking?

Come sempre, andiamo per gradi. Iniziamo a capire cosa sia lo Smart Parking e come questo funzioni. Definito anche come “Parcheggio Intelligente”, questa è una strategia di parking che unisce tecnologia ed innovazione umana. Obiettivo dello Smart Parking è quello di utilizzare il numero più basso di risorse possibili (come carburante, tempo e spazio) in modo da ottenere un parcheggio di veicoli più veloce, facile e ottimizzato. Una applicazione reale dello Smart Parking è quello della mappa in tempo reale per farci capire quanti veicoli sono presenti nel parcheggio, dove sono e come possono essere spostati per risparmiare spazio.

Le tecnologie usate dallo Smart Parking

La domanda adesso sorge spontanea: quali sono le tecnologie che rendono possibile lo Smart Parking? La domanda ha ben più di una risposta perché questa strategia di parcheggio basa la sua efficienza su diverse tecnologie, usate anche per le Smart City, come:

  • Sensori: i più utilizzati sono quelli nel terreno che sono in grado di analizzare quali sono gli spazi occupati quali sono quelli liberi
  • Telecamere: questi strumenti hanno l’obiettivo di riprendere i veicoli all’interno del parcheggio ed inviare le immagini ad altri strumenti come quelli di analisi dati
  • Software di analytics in tempo reale: sono proprio questi strumenti che traducono le immagini riprese dalle telecamere pre-installate in dati utili all’occupazione del suolo

I due protagonisti dello Smart Parking: i guidatori e…

Rispondiamo sinceramente a questa domanda: quanto ci stressa non trovare parcheggio? Lo Smart Parking risponde immediatamente e nel miglior modo possibile a questa esigenza. La difficoltà di raggiungere il proprio posto di lavoro ed il tempo perso per trovare un posto auto/moto possono influire in modo molto importante sulla capacità delle persone di portare avanti quella che è la propria professione. Di conseguenza, questo contribuisce fortemente allo sviluppo del tessuto economico locale.

L’ambiente

Meno tempo per trovare parcheggio vuol dire soprattutto meno emissioni di CO2 che arrivano dalle vetture. Meno emissioni vuol dire meno traffico ma soprattutto un miglioramento nella qualità dell’aria. In definitiva, lo Smart Parking può dare un contributo non di poco conto per una città più pulita. Una città più pulita poi potrà invogliare le persone ad usare mezzi di trasporto magari “alternativi” come la bicicletta o a spostarsi a piedi.

Alla scoperta dei Sistemi di Trasporto Intelligenti

L’immenso mondo dell’internet tocca chiunque. Il digitale è parte delle nostre vite non solo quotidiane: non può “esimersi” da questo “tocco” il mondo dei trasporti che con il digitale e le intelligenze artificiali va a creare i Sistemi di Trasporto Intelligenti.

Cosa sono i Sistema di Trasporto Intelligenti?

Come per ogni argomento, bisogna partire dalle basi. Chi può darcele per quanto riguarda i Sistemi di Trasporto Intelligenti? La giusta definizione di questi sistemi arriva direttamente dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili:

Gli Intelligent Transport (o Transportation) Systems (ITS) comprendono un range di strumenti per la gestione delle reti di trasporto, così come i servizi per i viaggiatori. Gli strumenti ITS sono basati su tre aspetti centrali: acquisizione, elaborazione e diffusione delle informazioni e da un minimo comune denominatore quale è l’integrazione. I processi di acquisizione dei dati, l’elaborazione e l’integrazione degli stessi e la catena delle informazioni da fornire agli utenti del sistema di trasporto sono il cuore dei sistemi ITS

Cosa offrono gli ITS?

Dopo aver capito cosa siano i Sistemi di Trasporto Intelligenti, una domanda sorge spontanea: cosa offrono questi ITS? Le possibilità che questi sistemi danno al mondo dei trasporti sono molte ma possiamo riassumerle in alcuni punti:

  • informazioni real-time sulle correnti condizioni del traffico per un rete stradale o autostradale,
  • informazioni on-line per programmare un viaggio;
  • uno strumento che permetta alle autorità, agli operatori e ai singoli viaggiatori di avere migliori informazioni, più coordinate e prendere così decisioni “intelligenti”

Un mercato in crescita

Funzioni sempre più moderne ed efficaci per un mercato che è in rapidissima espansione. Secondo i dati di Research and Markets, infatti, si prevede un valore di 42,2 miliardi di dollari a fine 2022 per le tecnologiche del settore Its (Intelligence transportation systems). Non solo ottimi risultati sul breve termine ma soprattutto sul lungo termine visto che (sempre secondo i dati di Research and Markets), il tasso di crescita del mercato Its (fino al 2026) è stimato al 10% per un settore che fatturerà 68 miliardi di dollari fra quattro anni.

Pandemia ed emergenza clima

Concludiamo con una riflessione importante che si sviluppa su due importanti fronti: la pandemia da Covid-19 e l’emergenza climatica. Queste due emergenze hanno modificato fortemente quelle che sono le abitudini di viaggio e spostamento delle persone e ha limitato largamente il ricorso alla mobilità condivisa (come, ad esempio, il car sharing ma anche l’uso dei mezzi pubblici). Questa, secondo Research and Markets, sarà l’occasione perfetta per i sistemi Its di avere un maggior impatto, assicurando l’affidabilità e la sicurezza dal punto di vista sanitario del trasporto pubblico.

Cosa sono i sistemi interfonici di sicurezza?

Cosa sono i sistemi interfonici di sicurezza? Può sembrare una curiosità tecnica ma in realtà non è così perché capire uno strumento significa apprezzarne le possibilità e scegliere con più consapevolezza se sia quello che fa al caso nostro oppure no.

Diciamo subito che stiamo parlando di un sistema di comunicazione, di tipo chiuso o che cioè fa comunicare in audio o audio/video due punti determinati presso cui si trovano due operatori.

In genere si fa questa ripartizione:

  • Sistemi interfonici di servizio
  • Sistemi interfonici di comunicazioni operative
  • Sistemi interfonici di comunicazioni di emergenza

Nel primo caso si pensi ai servizi di citofoni per abitazioni private o condomini o aziende. Nel secondo caso pensate ai sistemi di accesso alle sale operatorie in ospedale. 

Nel terzo caso pensate ai sistemi di allarme in metropolitane, centri, scuole o università.

Sistemi interfonici di sicurezza, come districarsi

I sistemi interfonici sono strutturalmente semplici essendo, come detto collegamenti diretti che prevedono una postazione emittente e una ricevente la comunicazione. Ovviamente, mentre la postazione emittente in genere è individuale con un microfono attraverso cui si è connessi ad un sistema di amplificazione grande o piccolo che sia; quella ricevente può essere anche non necessariamente individualizzata ma generale. Si pensi ai sistemi interfonici  dei supermercati, sicuramente sui generis come sistemi ma pur sempre tali od assimilabili a questo standard.

Sistemi interfonici e nuove tecnologie 

Non sono certo rimasti immuni allo svilupparsi delle tecnologie avanzate i sistemi interfonici. Si pensi solo al fatto che oggi non abbiamo solo più sistemi vocali ma anche video. Questa è una novità fondamentale che discende direttamente dall’evoluzione enorme che la trasmissione delle immagini ha avuto specie nell’ultimo decennio.

L’evoluzione ulteriore ed enorme che si va a sommare con quella dell’utilizzo del video nei nuovi sistemi interfonici è lo sfruttamento della tecnologia wi fi e quindi l’installazione di sistemi che non hanno più bisogno di cablaggi particolari e neanche di passare con appositi fili all’interno dei muri. 

Tutto questo ha agevolato molto la diffusione dei nuovi sistemi interfonici  di sicurezza perché se un’installazione non ha bisogno di opere murarie particolari e di può in qualsiasi momento procedere alla sua messa in opera ben si comprende che tutto si facilita.

La raccomandazione, però, è sempre evitare il fai da te che in questi casi risulta molto rischioso e a volte anche dannoso e di affidarvi sempre a specialisti del settore.

Seti Vince il Premio H d’oro 2022

Si è tenuta ieri sera giovedì 27 ottobre, presso il Teatro Olimpico di Vicenza, la cerimonia che ha sancito i vincitori di uno dei premi più prestigiosi nel panorama della sicurezza italiano.

 Stiamo parlando dell’ H d’oro 2022, un riconoscimento promosso dalla Fondazione Enzo Hruby, che ha visto primeggiare SETI “Società Elettrica Telecomunicazioni Informatica” già vincitrice delle precedenti edizioni per la categoria videosorveglianza.

SETI vince con il progetto del sistema di videosorveglianza dell’Area Marina Protetta delle Cinque Terre

 

Vincere per la terza volta il premio H d’oro è per noi un grande soddisfazione – hanno dichiarato i fondatori dell’azienda Ciro e Flaminio Cirillo che hanno preso parte all’evento – soprattutto perché questa volta abbiamo presentato un progetto di grande spessore tecnico relativo all’area Marina Protetta delle Cinque Terre con l’integrazione tra radar, AIS e videosorveglianza. Ringraziamo la direzione del parco Marino delle Cinque Terre, tutti i collaboratori che hanno partecipato attivamente e hanno lavorato ogni giorno per garantirne la riuscita e in particolare, la fondazione Enzo Hruby organizzatrice del premio “

 

Il progetto premiato, infatti, prevedeva l’implementazione del sistema di videosorveglianza dell’Area Marina Protetta delle Cinque Terre che comprende i Comuni di Riomaggiore, Vernazza, Monterosso e per una piccola porzione Levanto, e del sistema di gestione automatico e integrato dei dati mediante piattaforma unica di videosorveglianza. 

 

Un ulteriore traguardo raggiunto grazie all’impegno di tutta la squadra della SETI, che grazie alla grande esperienza e professionalità che da sempre la caratterizza ha permesso di raggiungere tutti i risultati sperati.

Sistemi di videosorveglianza integrati complessi

I sistemi di videosorveglianza integrati complessi cosa sono, a cosa servono? Per rispondere a queste domande partiamo da una considerazione che ci servirà anche per comprendere perché c’è una domanda costante nel tempo di questi sistemi. 

La considerazione è che la sicurezza è una necessità che si è andata sempre più affermando quasi come un bisogno primario in riferimento a determinate attività: ospedali, parcheggi, municipi, enti privati o industrie hanno nel tempo sempre più esplicitato la necessità di poter agire in sicurezza proprio per svolgere al meglio le loro funzioni precipue. Sicurezza per chi è in quei luoghi ma anche per chi accede. 

L’esigenza di monitorare le aree per renderle più sicure e preservare  le persone ha dato luogo alla nascita, però, di esigenze specifiche che hanno necessità di essere soddisfatte in maniere sempre diverse.

Cos’è un sistema di videosorveglianza

Cominciamo col dire che esistono vari sistemi di videosorveglianza e non uno solo. Ne esistono di semplici, di integrati e di complessi. Questo per rispondere ad una precisa regola, non codificata ma comunemente accettata, che prevede i sistemi di videosorveglianza integrati complessi addivenire a quattro item precisi: 

  • Osservare
  • Rilevare
  • Riconoscere
  • Identificare

Queste quattro categorie sono alla base dei sistemi di videosorveglianza e saranno tanto più rilevanti e presenti quanto più complessi ed integrati saranno i sistemi richiesti. Se l’esigenza sarà solo quella di avere un sistema ad uso interno allora ci si ferma all’applicazione della prima categoria con l’osservazione ma se le esigenze sono di vera sicurezza allora l’applicazione delle altre tre sarà fondamentale.

Le logiche dei sistemi di videosorveglianza complessi

Un sistema di videosorveglianza diventa integrato e complesso nel momento in cui è pensato per interagire con i sistemi anti-intrusione, anti-taccheggio, anti-rapina attraverso software più o meno complessi che sono costruiti su specifiche logiche di accesso – per esempio un ospedale potrebbe decidere che gli accessi ad un reparto vengano accettati o negati sulla base di una determinata prenotazione di visita medica da esibire al momento dell’accesso -.

Le logiche saranno, dunque, alla base del funzionamento dei gate stessi. Tanti i criteri che si possono adottare dal classico documento di riconoscimento fino agli avanzatissimi criteri biometrici che non solo danno certezza nell’accesso ma possono fungere anche da base dati per eventuali azioni successive alla realizzazioni di azioni delittuose in collaborazione alle forze dell’ordine o alle centrali di vigilanza privata.

L’interazione in questi casi può essere realizzata con le registrazione oppure, come si suol dire oggi, in real time con un collegamento esterno da remoto che scatta al verificarsi di determinati alert preordinati.

Ovviamente qui la tecnologia, o meglio l’evoluzione tecnologica ci viene in aiuto perché – ad esempio – basta pensare all’evoluzione avuta dalle telecamere che oggi hanno definizioni altissime (altro che le vecchie immagini in bianco e nero sbiadite dei vecchi sistemi) fino ad arrivare all’uso di telecamere termiche in luoghi ad alto rischio come gli aeroporti.

Registri delle immagini di sorveglianza gestiti da database ad hoc che rendono immediato l’accesso ad ogni dato che possa essere utile avere completano questi sistemi di videosorveglianza integrati complessi

 

SETI tra i nominati per il premio H d’oro 2022

Il raggiungimento dell’eccellenza è sempre stato per noi di Seti uno dei cardini della nostra attività. Puntare sempre a nuovi obiettivi, farli diventare traguardi da superare e innovarsi continuamente riuscendo, nel contempo, a sviluppare sempre nuove competenze sono tutti motivi di orgoglio per un’azienda che da oltre 30 anni, grazie ad un team di esperti altamente specializzati, continua ad operare nel campo della sicurezza.

 

L’altissima qualità del nostro lavoro ci è stata riconosciuta nel tempo, non soltanto attraverso la soddisfazione di centinaia di clienti, aziende ed istituzioni che continuano a sceglierci, ma  grazie anche alla vittoria di importanti premi del nostro settore.

Seti in Nomination per l’H d’oro 2022

Tra i più importanti riconoscimenti ottenuti negli anni sicuramente figura l’ H d’oro, un premio promosso dalla Fondazione Enzo Hruby che vuole supportare la professionalità delle imprese di installazione di sistemi di sicurezza e quella degli installatori insieme alla loro ingegnosità. 

Questo premio, infatti, viene conferito ai progetti ideati con diverse tecnologie di sicurezza studiati, sia per il pubblico che per il privato, attraverso la realizzazione di impianti di sicurezza, antintrusione, videosorveglianza, rilevazione incendi, controllo accessi e di Home e Building Automation. 

Anche quest’anno, come successo nelle edizioni precedenti che hanno decretato la nostra vittoria, SETI è tra i nominati grazie all’implementazione del sistema di videosorveglianza dell’Area Marina Protetta delle Cinque Terre che comprende i Comuni di Riomaggiore, Vernazza, Monterosso e per una piccola porzione Levanto, e del sistema di gestione automatico e integrato dei dati mediante piattaforma unica di videosorveglianza. 

I diversi progetti presentati all’ H d’oro 2022, compreso quello di SETI, saranno esaminati da una giuria esterna altamente qualificata che ha il compito di individuare i vincitori della sedicesima edizione del premio che verranno premiati giovedì 27 ottobre al Teatro Olimpico di Vicenza.

 

 

Ponti radio, cosa sono e come funzionano

 

Avete idea di cosa siano i ponti radio? Queste due semplici parole aprono, in realtà, un mondo enorme che parte dall’inizio del secolo scorso fino ad arrivare ai giorni nostri.

Scopriamone di più insieme

Ponti radio, cosa sono

Partiamo con calma ed analizziamo il tutto “step by step“. Rispondiamo, quindi, subito alla domanda: cosa sono i ponti radio? Questi strumenti non sono altro che un sistema di collegamento tra due stazioni definite terminali che comunicano grazie alle radioonde. La stazione che “lancia” il messaggio, emette un fascio di onde radio in linea retta alla la stazione ricevente in modo da creare così una specie di “ponte” 

 Attenzione, però, perché affinché il messaggio possa essere inviato correttamente in linea retta bisogna utilizzare una lunghezza d’onda cortissima. 

Inoltre, è assolutamente necessario che tra i due punti collegati non ci siano ostacoli fisici. Per superare una catena montuosa, quindi, è necessario installare lungo il percorso delle stazioni trasmittenti che hanno il compito di raccogliere il segnale e lo rinviarlo oltre l’ostacolo. In generale, la distanza tra due stazioni non deve superare i 100 chilometri. 

Tipologie di ponti radio

Credete che esista un solo tipo ponte radio? Niente di più sbagliato. I ponti radio hanno diverse “specie” ognuna con le proprie caratteristiche e (soprattutto) funzioni ben specifiche:

  • terrestre se si appoggia ad infrastrutture installate sulla superficie terrestre;
  • aereo se si trova provvisoriamente su un aereo in volo in quota;
  • satellitare se è installato sui satelliti artificiali in orbita visto il suo utilizzo per comunicazioni satellitari

Ciascuno di questi può trasmettere il segnale radio in maniera analogica o digitale. Proprio la trasmissione del segnale digitale si è ormai definitivamente affermata grazie i suoi grandi vantaggi in termini di resa.

Ripetitori

Parte fondamentale di un ponte radio è il ripetitore ovvero lo strumento che permette la propagazione del segnale dal ponte ad altre “fonti”. Esistono, però, due tipologie di ripetitori:

  • ripetitori trasparenti, che hanno il solo scopo di amplificare il segnale
  • ripetitori rigenerativi, hanno funzioni di rigenerazione del segnale 

Esiste anche una terza tipologia di ripetitore che è definita passiva che va ad indicare un particolare tipo di ripetitore utilizzato per poter superare ostacoli naturali. Il vantaggio del ripetitore passivo è che questo opera senza alcun tipo di amplificazione o rigenerazione.

Le frequenze dei ponti radio

Concludiamo il nostro viaggio alla scoperta dei ponti radio andando a parlare delle frequenze. I ponti radio, infatti, hanno degli intervalli di frequenze elettromagnetiche. Questi intervalli sono utilizzabili per i ponti radio commerciali e vanno dai MHz fino alle decine di GHz

Chi decide i valori di questi intervalli? Questi sono regolati in ogni paese dalle autorità competenti per ordinare e garantire una trasmissione senza interferenze ed anche sicura per la salute delle persone.

Smart City, le strategie predittive come possono cambiarle?

Il concetto Smart City è giorno dopo giorno sempre più presente ed importante così come le diverse stratege predittive che si possono adottare al loro interno. Le città intelligenti non sono più, ormai, un buon proposito da realizzare in futuro ma uno step importantissimo per rimanere al passo con i tempi e le tecnologie. 

Smart City e strategie predittive, cosa sono le città intelligenti?

Andiamo, però, con ordine. Bisogna, prima di tutto, capire cosa sia una Smart City e non è un compito semplice. La definizione di città intelligente è radicalmente cambiata nel corso degli anni. Una vera definizione di Smart City la possiamo trovare grazie all’Unione Europea che definisce una città intelligente come:

Luogo in cui le reti e i servizi tradizionali sono resi più efficienti con l’uso di soluzioni digitali a beneficio dei suoi abitanti e delle imprese. Una città intelligente va oltre l’uso delle tecnologie digitali per un migliore utilizzo delle risorse e minori emissioni. Significa reti di trasporto urbano più intelligenti, impianti di approvvigionamento idrico e di smaltimento dei rifiuti migliorati e modi più efficienti per illuminare e riscaldare gli edifici. Significa anche un’amministrazione cittadina più interattiva e reattiva, spazi pubblici più sicuri e un migliore soddisfacimento delle esigenze di una popolazione che invecchia”.

 

Il valore di una città intelligente

La smart city è, quindi, una città che gestisce le risorse in modo intelligente, mira a diventare economicamente sostenibile ed energeticamente autosufficiente, ed è attenta alla qualità della vita e ai bisogni dei propri cittadini. Parliamo di uno spazio territoriale riesce a stare ad inglobare ed utilizzare al massimo le ultime innovazioni tecnologiche aumentando produttività, sostenibilità ed attrattiva. Infatti, non è un mistero che le smart city riescono ad essere, in media, più competitive delle altre città diventando un valore aggiunto importantissimo per l’economia di un Paese.

Strategie predittive e Smart City

Entriamo, quindi, nel discorso “Strategie predittive”. La capacità di poter individuare quelli che sono i settori nei quali intervenire per migliorare ed innovare la Smart City è di fondamentale importanza per il suo sviluppo. Sono, infatti, settori di possibile intervento:

 

  • Gestione delle infrastrutture e del patrimonio immobiliare
  • Miglioramento dei servizi idrici
  • Miglioramento della fornitura energetica
  • Organizzazione della pulizia e della raccolta rifiuti

Pensare ma soprattutto agire visto che le strategie predittive si realizzano attraverso un modello focalizzato sulla raccolta e l’elaborazione dei dati e sull’utilizzo di analitiche, appunto, predittive.

Il Futuro delle città intelligenti

In conclusione, molto c’è da fare per il futuro delle città intelligenti. Non solo da un punto di vista pratico ma anche ideologico. Basti pensare che (secondo un’analisi di Intel) solo un italiano su due sa cosa sia una Smart City ma sarebbe poi felice di potersi trasferire o vivere in una di esse. Il futuro, però, è tutto da scrivere.